Blog

Perché investire nel marketing digitale?

investire marketing digitale

Perché ancora tante aziende non vogliono investire nella comunicazione su internet? Scopri i motivi per cui vale la pena investire nel marketing digitale.

Il marketing digitale, nel nostro Paese, non può essere definito “qualcosa di nuovo”: internet è entrato nelle nostre vite da più di venti anni, il grande pubblico si è avvicinato ai Social da quasi 8 anni e gli smartphone connessi alla rete sono ormai in mano sia ai nonni che ai nipotini.

A questo punto, però, la domanda mi viene spontanea: perché ancora così tante aziende non vogliono investire nel marketing digitale?

Come ci ricorda Emanuela Goldoni, i numeri del digital italiano sono ridicoli, sia per quel che riguarda il numero di siti web, sia per quello che riguarda il valore complessivo mobilitato dai siti web made in Italy, dimenticando completamente il rapporto con l’utente e sfruttando siti web e social network giusto come dei presidi e quasi mai come canali.

I motivi di un simile ritardo non sono così scontati. Le resistenze, secondo me, sono almeno di tre tipi:

  • resistenza generazionale;
  • resistenza economica;
  • resistenza tecnologica;

Si tratta di tre forme di resistenza molto forti, che hanno anche qualche fondamento, ma che purtroppo non rendono spiegabile un ritardo di più di venti anni nella comunicazione.

Vediamole nel dettaglio.

La resistenza generazionale

Ti ricordi di quei giorni fantastici, tra gli anni ’80 e gli anni ’90 quando fare pubblicità significava soltanto comprare spazi sui giornali, sulla radio o in TV?

Beh, amico mio sono finiti, così come è finito il periodo del posto fisso: il problema è spesso una classe dirigente vecchia e impreparata, che non solo non ha saputo cogliere la novità offerta dal digitale, ma non ha neanche le skill per reggere il confronto con l’innovazione in generale.

In questo senso, il problema non riguarda solo la “resistenza al nuovo” rappresentato da internet, ma un atteggiamento fortemente critico verso il marketing e la comunicazione in generale: stiamo parlando di persone spesso nate tra gli anni ’50 e ’60, anni nei quali bastava “fare le cose bene” (qualunque cosa volesse dire) per avere successo.

Le cose sono molto cambiate, chiaramente: la concorrenza è aspra e non si limita più soltanto ai confini nazionali e, che ti piaccia o no, la tua azienda deve imparare a competere in un mercato che è sempre più vasto e competitivo.

Questo vuol dire non soltanto che devi avere i prodotti migliori, ma che tutta la tua offerta deve essere migliore, sia in termini di prezzo, sia in termini di comunicazione.

La resistenza economica

Figlia di un certo modo di fare impresa (anche questo “molto italiano”), la resistenza economica riposa sull’assunto per il quale l’impresa non è un’entità a sé stante costruita dagli imprenditori, ma una loro esclusiva proprietà.

È questa la ragione per la quale imprenditori che girano in automobili che costano quanto una casa trasalgono appena vedono un preventivo di 6.000 € per gestire la loro comunicazione online per un anno.

Inoltre, gli imprenditori italiani sono poco avvezzi agli investimenti sui quali è necessario lavorare e preferiscono campare di rendita: letteralmente, in Italia le rendite finanziarie e catastali sono piuttosto gettonate, da sempre.

Questo vuol dire che se spieghi a un imprenditore che potrà migliorare le sue vendite o l’acquisizione di lead grazie al web, questa cosa in genere deve avvenire con una bacchetta magica: niente tempi di posizionamento, niente tempi fisiologici e non sia mai gli dici che qualcuno nella sua azienda dovrà interfacciarsi con te!

Che cazzo ti paga a fare, sennò?

La resistenza tecnologica

C’è infine una resistenza tecnologica, che viene generalmente sperimentata da chiunque provi a convincere un patron d’azienda a fare un restyling di un sito targato 1996.

Al di là del braccino corto, in genere si tratta del vecchio adagio “ho sempre fatto così, perché cambiare?” che fa danni a non finire nel nostro Paese.

Ovviamente c’è anche una parte ragionevole di questa resistenza: il web cambia continuamente e delle strategie fatte un anno fa potrebbero non essere più valide oggi, così come alcuni investimenti in comunicazione non sono esattamente “a lungo termine”.

I siti web vanno rifatti di tanto in tanto, i contenuti che ieri portavano traffico e conversioni vanno aggiornati, e così via.

Questo dipende, come ho già spiegato altrove, anche dal modo in cui il web viene venduto: spesso le agenzie vendono con la modalità “frega e scappa”, cioè vendendo un prodotto anziché fornire un servizio e questo, oltre a non portare risultati, fa anche percepire l’investimento in marketing digitale come transitorio, instabile e molto, molto rischioso.

Il marketing digitale per le imprese

Se non fai parte della schiera di imprenditori pieni di pregiudizi e resistenze, beh, forse è il caso di capire in che modo sfruttare il marketing digitale. Oggi il marketing è molto di più che qualche cartellone per strada e uno sconto di tanto in tanto: magari l’hai notato, eh, ma internet si è mangiato tutto lo spazio e l’attenzione che c’è, come un’enorme spugna.

Il progresso è spesso sintomo di cambiamento, di capacità di andare oltre: hai bisogno di essere aperto per esplorare quello che c’è fuori: soprattutto, hai bisogno di ripensare il modo in cui comunichi. Non hai molte alternative, perché oggi se non sei online puoi parlare giusto a quelli che ti conoscono già.

Certo, investire in marketing digitale non vuol dire accettare a scatola chiusa tutto quello che ti si propone, e non è detto che ogni singola “ricetta” vada bene per la tua impresa: per questo è importante trovare dei professionisti che ti seguano con attenzione.

Ma quali possono essere i vantaggi reali per la tua impresa nel buttarsi in questo calderone?

Flessibilità

Uno dei fattori più interessanti che puoi prendere in considerazione, è la grande flessibilità che internet, come rete e come strumento, è in grado di offrirti: puoi creare servizi per i tuoi clienti o per i tuoi utenti che un tempo era incredibilmente costoso realizzare e distribuire ed essere sempre a portata di click. Pensa a cosa vuol dire per un ristorante avere un sistema di prenotazione direttamente online, senza bisogno di gestire le prenotazioni al telefono, per esempio.

Inoltre, puoi sempre cambiare quello che comunichi, in brevissimo tempo: pensa a cosa significava, dieci anni fa, fare un errore nello stampare un volantino. Oggi basta un click per correggere un refuso: entro un certo limite – che non va confuso con la mancanza di responsabilità – gli errori sono poco influenti.

Velocità

La comunicazione digitale è veloce ed è facilmente scalabile: può raggiungere milioni di persone attraverso migliaia di piattaforme, praticamente in ogni momento.

E, soprattutto, in pochi secondi: tutto questo con la carta era impossibile.

In più, se scegli delle strategie di visibilità sponsorizzate i tuoi messaggi possono raggiungere istantaneamente milioni di persone che rientrano esattamente nel tuo target, con una precisione spesso impressionante e impensabile fino a dieci anni fa.

Misurabilità

A differenza di quanto avveniva con i media tradizionali, qualsiasi attività svolta online può essere misurata e se ne può dedurre un ritorno di investimento.

Avere delle metriche e dei dati sulla tua attività online può aiutarti a capire meglio chi sono i tuoi clienti, cosa vogliono davvero e in che modo fornirlo: interagire con i tuoi clienti sui social, fargli domande e sondaggi, può aiutarti a migliorare tutti gli aspetti della tua azienda, dal customer care al prodotto, al commerciale.

L’uso di strumenti di analisi o di monitoraggio dei social può inoltre farti comprendere che tipo di persone ti cerca e come interagisce con te, migliorando di fatto sia la produzione di contenuti digitali, sia i tuoi sforzi di comunicazione in generale.

Utilità

Creare una strategia di marketing digitale significa dare la possibilità ai tuoi clienti e utenti di interagire con te in ogni momento, producendo contenuti che suscitino il loro interesse.

Non si tratta di una forzatura, ma di quello che dovrebbe essere il senso ultimo della tua presenza online: fare qualcosa di utile per i tuoi clienti, in modo che possano percepirti come una soluzione ai loro problemi e non solo come una voce fastidiosa che vende pubblicità.

Conclusioni

Nel 2016 l’internet italiano ha compiuto 30 anni, ma per molte cose sembra ancora di stare all’anno zero: le imprese non investono e, se investono, lo fanno con budget ridicoli e senza cogliere realmente le potenzialità dello strumento.

Alcune resistenze sono comprensibili, complice una classe dirigente datata e un’attitudine imprenditoriale “vecchio stile”, ma è venuto il momento di cambiare: ora o mai più, rischi di rimanere sconfitto dalla concorrenza internazionale.

Quindi, che aspetti a investire in marketing digitale?

Federico Simonetti
Seguimi

Federico Simonetti

Co-Founder at Growth Hound
SEO & Web Marketing Specialist e Co-Founder di Growth Hound. Appassionato di cose belle, fatte bene, buone e giuste. A volte non sono antipatico.
Federico Simonetti
Seguimi

Comments

Commenti