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Digital Marketing: consulenza spot o gestione del cliente?

Digital Marketing: consulenza spot o gestione del cliente?

Nel digital marketing il cliente è un imprenditore o libero professionista che ha bisogno di supporto. Come glielo fornisci, con la consulenza spot o con la gestione continuativa?

La scorsa settimana io e Federico siamo stati da un cliente in provincia di Grosseto per fare una consulenza spot su SEO e SEO Copywriting, con formazione on the job e briefing strategico.

L’obiettivo, per noi e per il cliente, era fornire gli strumenti utili per ottimizzare il lavoro di produzione dei contenuti e di gestione del brand online, e devo dire che siamo rimasti tutti molto soddisfatti, sia noi che loro.

Per me e Federico la soddisfazione del cliente è l’unica cosa che conta davvero, e non perché siamo migliori degli altri oppure abbiamo capito il senso della vita, ma per un dato esclusivamente cinico: fatturiamo di più se il cliente resta contento del lavoro svolto.

Lo so, può apparire brutale, ma ti assicuro che non pensiamo solo all’emolumento, anzi, ci immedesimano e ci lasciamo coinvolgere, anche emotivamente, dalle sorti dell’azienda alla quale offriamo il nostro umile contributo, ma siamo convinti di una cosa: le consulenze spot non servono a un cazzo!

Le consulenze spot non risolvono il problema del cliente

Molti nostri colleghi intendono il rapporto di collaborazione con i clienti in modo saltuario, magari via skype, con un paio di ore di videochiamata durante la quale il consulente di turno dice al povero cliente “fai questo, fai quest’altro, implementa questo strumento, acquista questo tool, etc.”, lasciandolo, di fatto, in balia delle onde.

Noi, invece, preferiamo svegliarci alle 4 (io), prendere un treno per Roma (sempre io), metterci in macchina (entrambi) e farci tre ore di strada per raggiungere la sede del cliente, anche se è immersa nel nulla della Maremma.

Ma procediamo per gradi; fai uno sforzo, e cerca di immedesimarti nei panni dell’imprenditore medio italiano, che essendo a digiuno di digital marketing, chiama te piuttosto che un altro per risolvere un problema (o più problemi).

Se tu, con la tua conference call di un’ora, ti limiti a dargli una lista di cose da fare, lo mandi in panico, perché si ritroverà nella condizione di partenza, ancora più confuso e con qualche centinaia di euro in meno sul conto corrente. Con il tuo atteggiamento, lo costringerai a dover chiamare altri professionisti per la messa in pratica di quelle indicazioni che tu gli hai dato a distanza, facendoti anche pagare profumatamente.

Ora, se fossi tu quell’imprenditore, cosa penseresti della tua consulenza? Ti riterresti soddisfatto?

Io, onestamente, no, e lo dico con cognizione di causa, vivendo entrambe le facce della stessa medaglia, perché faccio il freelance, ma sono anche un piccolo imprenditore, avendo un’azienda di famiglia, e so che quando chiamo un fornitore non voglio una lista di cose da fare, ma la soluzione pratica ad una serie di criticità.

In caso contrario, mi ritrovo con le pive nel sacco. E io non so suonare nessuno strumento a fiato!

Il cliente non si prende, si gestisce

Al termine dei tre giorni di consulenza e formazione in azienda c’è stata una riunione con tutto il team, durante la quale il titolare ci ha chiesto espressamente se fossimo o meno interessati a seguirli sul lungo periodo, visto che precedentemente si erano rivolti ad altri consulenti che, fornite le basi teoriche, si erano poi defilati.

Come puoi immaginare, a me e Federico ha fatto molto piacere, anche perché se la richiesta è arrivata alla fine della consulenza e non come premessa iniziale vuol dire che li abbiamo convinti, con i fatti, che fossimo in grado di seguirli nel modo giusto.

Ora, al di là dell’ego – che non nego faccia la sua bella differenza – quello che ci ha galvanizzati è stata la possibilità di seguire il cliente in un progetto di business, perché se fosse morto lì, con la consulenza spot, un po’, ad essere onesti, ci sarebbe dispiaciuto.

Noi viviamo la nostra professione con trasporto e passione, e vogliamo portare risultati concreti alle aziende per le quali lavoriamo. Perché alle aziende serve questo, qualcuno che li prenda per mano e li guidi nell’impervio mondo del digital marketing, nel quale – sfido chiunque a dire il contrario – c’è tanta improvvisazione in giro.

I sedicenti esperti vanno nelle aziende, spillano soldi e lasciano detriti, che due stronzi come me e Federico, poi, dovranno rimuovere dal campo di battaglia.

Ma noi siamo così, vogliamo sporcarci le mani, vogliamo prendere un sito da 9 milioni di visitatori unici al mese con un calo consistente di traffico e posizionamento nell’ultimo anno e farlo risalire, con il lavoro, che deve essere seguito passo passo.

Le skype da un’ora una volta al mese le lasciamo a chi non vuole portare risultati ai clienti, ma solo a se stessi.

 

 

Francesco Ambrosino
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Francesco Ambrosino

31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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